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Il progetto

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Il progetto nasce come conseguenza di un’attenta analisi delle povertà portata avanti negli ultimi anni dalla Caritas Diocesana di Pisa. Ogni anno l’Osservatorio delle Povertà analizza i dati provenienti dai Centri di Ascolto presenti sul territorio diocesano, e fornisce alle istituzioni, alla realtà ecclesiale ed a tutta la cittadinanza elementi importanti per l’analisi e l’interpretazione del fenomeno povertà, attraverso la pubblicazione annuale dei Rapporti sulle povertà oltre che attraverso studi tematici sulla situazione abitativa piuttosto che sulla condizione dei migranti. Da tale osservazione è emerso in maniera evidente come, in
questi anni, sia cresciuto il numero di ospiti ai Centri di Ascolto Caritas rilevando una crescente richiesta di beni e servizi sia da parte di cittadini stranieri che di persone e famiglie italiane.
Convinti che l’emarginazione di un solo cittadino renda più povera l’intera società, è maturata negli ultimi anni la necessità e la volontà di mettere in rete i servizi esistenti in diocesi (Caritas Diocesana, San Vincenzo de’ Paoli, Acli Provinciali di Pisa, vicariati e parrocchie).
Da questa convinzione sono stati sviluppati nuovi servizi oltre che rafforzati gli esistenti.
Nello specifico vengono quotidianamente effettuati: raccolta dei generi alimentari e distribuzione di pacchi spesa, servizi mensa, misure di sostegno economico diretto (pagamento delle bollette, spese mediche, ecc.), sportelli o centri d’ascolto, visite domiciliari, attività rivolte ad anziani, accoglienze temporanee in appartamenti, attività rivolte ai disabili.
Tuttavia in un tempo in cui si lamenta una scarsità ed una insufficienza di risorse economiche disponibili a fronte di una domanda crescente di necessità, appare evidente provvedere ad una crescita del lavoro di rete nel confronto e nella condivisione tra tutti i soggetti (pubblico e privato sociale) che si occupano di marginalità sociale al fine di ottenere una sempre maggiore ottimizzazione delle risorse, evitando sprechi ed aumentando efficacia ed efficienza dei servizi.
In tal, senso in occasione dell’anno giubilare di San Ranieri ad 850 anni dalla morte del Santo, esempio di carità per la città, la diocesi di Pisa propone di realizzare come opera segno il progetto “Cittadella della Solidarietà” al fine di accrescere in qualità e in quantità il servizio dei poveri con un’azione che ponga concretamente al centro del sistema dei servizi le persone più povere e vulnerabili .

Obiettivi del progetto

• Agevolazione dell’accesso ai beni di prima necessità (cibo e vestiario) da parte di cittadini e famiglie indigenti o in difficoltà economiche
• Creazione di nuovi posti di lavoro
• Formalizzazione di una sinergia pubblico-privato sociale al fine di consolidare una rete di servizi più efficace ed efficiente nell’ostacolo alla povertà
• Accompagnamento della marginalità sociale attraverso incontro e opportunità relazionali più costanti e frequenti tra ospiti, operatori sociali e volontari
• Formazione, consolidamento e sviluppo del volontariato al fine di una maggiore diffusione della
cultura della solidarietà
• Avvio di percorsi di educazione ai nuovi stili di vita attraverso la riduzione dello spreco, del recupero e del riutilizzo
• Restauro e riutilizzo a disposizione della cittadinanza di ampi spazi (oggi in stato di degrado) di proprietà della parrocchia di San Ranieri del CEP a disposizione di iniziative e esperienze di socializzazione e di contrasto alla povertà.

Cornice progettuale

Opera segno della Chiesa pisana per le persone indigenti della città di Pisa e del suo territorio in occasione dell’anno giubilare di San Ranieri ad 850 anni dalla morte del Santo, esempio di carità per la città.
La localizzazione del segno è estremamente simbolica. Un’opera che la Chiesa mette a servizio dei poveri nel quartiere popolare del CEP, posta a fondamento della chiesa di San Ranieri a significare che la chiesa si fonda sulla carità. Inoltre il restauro e la rifinalizzazione della struttura avviene a cinquanta anni di distanza dalla sua costruzione, nata come cittadella dei giovani in occasione proprio dell’ottocentesimo anno dalla morte di San Ranieri.
La Chiesa Pisana consapevole del che questa opera avrà in tutta la diocesi e in particolare per la città di Pisa ritiene necessario ed importante una socializzazione ed una costruzione del progetto allargando il più possibile la partecipazione ad enti pubblici e privati al fine di consolidare in diocesi una rete di azione in contrasto alla povertà ed ottimizzare al meglio le scarse risorse disponibili rispetto all’urgenza del problema.

Operatività progettuale

Il progetto prevede la ristrutturazione dell’ex cinema 20+1 nel complesso della parrocchia di San

Ranieri al CEP. Il complesso è composto da una superficie netta totale coperta di circa 685 mq posta
nell’area sottostante la chiesa di san Ranieri. Il restauro dei locali avverrà secondo criteri di architettura
ecocompatibile (pannelli solari, sistema di riscaldamento ecologico, ecc.) e di criteri di accessibilità totale
(assenza di barriere architettoniche).
La struttura diventerà sede di molteplicità attività, tutte a sfondo sociale, con destinatarie le fasce più
deboli ma sarà anche una proposta formativa e pedagogica attraverso attività di educazione ai nuovi stili di
vita, attenzione ad un consumo consapevole nel rispetto dei principi di solidarietà, compatibilità sociale e
ambientale.
In tal senso, gli spazi accoglieranno:

1. Emporio dei generi alimentari
2. Magazzini per lo stoccaggio dei due empori
3. Spazi polifunzionali e polivalenti
4. Uffici

L’emporio dei generi alimentari nasce dall’esigenza di farsi prossimi e dare non solo alle condizioni croniche di disagio ma anche a quelle situazioni di difficoltà economica oggi sempre più emergenti di famiglie che per motivi personali o in contingenza della crisi economica che stiamo vivendo stanno scivolando verso la soglia di povertà. Troppo spesso tutto questo avviene in solitudine aggravando ulteriormente situazioni che se affrontate in rete potrebbero risolversi. Gli
empori diventeranno così strumento per evitare la cronicizzazione del disagio ed il superamento della crisi fornendo oltre ad un aiuto concreto anche un punto di riferimento alla famiglia.
Le sale polifunzionali e polivalenti sono spazi dedicati alla diffusione di una cultura attenta ai consumi, alla provenienza e all’impatto sociale ed ambientale del ciclo produttivo del cibo e dei beni di consumo, oltre che improntata sul riciclo e sul riutilizzo dei beni di consumo